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27/Giu/2024

L’Holter pressorio, noto anche come monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa (MAPA), è uno strumento fondamentale per diagnosticare e gestire l’ipertensione e altre anomalie pressorie. Questo articolo esplora cos’è l’Holter pressorio, i suoi vantaggi, chi può beneficiarne, la procedura di esecuzione e le possibili controindicazioni, fornendo una guida completa per chi cerca informazioni dettagliate su questo esame.

Holter pressorio: cos’è e a cosa serve

L’Holter pressorio è un dispositivo portatile che misura e registra la pressione arteriosa di una persona a intervalli regolari per 24 ore. A differenza delle misurazioni tradizionali effettuate in ambulatorio, questo monitoraggio continuo fornisce un quadro più completo delle variazioni della pressione sanguigna durante l’intero arco della giornata e della notte. È particolarmente utile per identificare episodi di ipertensione che potrebbero non essere rilevati in un singolo controllo medico, come l’ipertensione notturna o quella da camice bianco.

Quando è utile (quali sono i vantaggi)

L’Holter pressorio è utile in diverse situazioni cliniche:

  • Diagnosi di ipertensione arteriosa
  • Valutazione dell’efficacia delle terapie antipertensive
  • Identificazione di ipertensione notturna o mascherata
  • Monitoraggio di pazienti con ipotensione sospetta
  • Valutazione del rischio cardiovascolare

I principali vantaggi includono la possibilità di ottenere una misura accurata della pressione in condizioni di vita quotidiana, riducendo l’influenza dello stress da camice bianco e fornendo dati dettagliati che aiutano a personalizzare il trattamento.

Chi può effettuare il monitoraggio continuo della pressione arteriosa nelle 24 ore?

Il monitoraggio continuo della pressione arteriosa è indicato per:

– Persone con ipertensione sospetta o confermata

– Pazienti con pressione arteriosa variabile

– Individui con sintomi di ipotensione, come vertigini o svenimenti

– Persone che necessitano di valutare l’efficacia del trattamento antipertensivo

– Soggetti con fattori di rischio cardiovascolare elevati

Il monitoraggio continuo della pressione arteriosa nelle 24 ore è pericoloso o doloroso?

Il monitoraggio con Holter pressorio è generalmente sicuro e non doloroso. Il dispositivo può causare un leggero disagio dovuto alla compressione del bracciale durante le misurazioni, ma questo è tollerabile e non interferisce significativamente con le attività quotidiane. È un metodo non invasivo che offre grandi benefici diagnostici senza rischi significativi.

Come si esegue l’esame

L’esecuzione dell’Holter pressorio prevede le seguenti fasi:

  1. Preparazione: non sono richieste particolari preparazioni, ma è consigliato indossare abiti comodi e maniche larghe.
  2. Posizionamento: un tecnico sanitario applica un bracciale al braccio e collega il dispositivo portatile alla vita del paziente.
  3. Monitoraggio: il dispositivo misura la pressione arteriosa a intervalli regolari (generalmente ogni 15-30 minuti di giorno e ogni 30-60 minuti di notte).
  4. Attività quotidiane: il paziente può svolgere le normali attività, evitando solo l’acqua per non danneggiare l’apparecchio.
  5. Rimozione e analisi: dopo 24 ore, il dispositivo viene rimosso e i dati raccolti vengono analizzati dal medico per una valutazione accurata.

Rischi e controindicazioni dell’esame

L’Holter pressorio è un esame sicuro con poche controindicazioni. Tuttavia, potrebbe non essere adatto a:

  • Persone con gravi disturbi della coagulazione
  • Pazienti con infezioni o lesioni nella zona del bracciale
  • Individui con gravi allergie ai materiali del dispositivo

È sempre consigliabile consultare il proprio medico per valutare l’idoneità all’esame.

L’esame dell’Holter Pressorio viene eseguito presso la nostra farmacia di Udine del nostro staff. Potere chiamarci o passare in farmacia per richiedere tutte le informazioni di cui necessitate per eseguire l’esame o per prenotare direttamente il monitoraggio.


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10/Giu/2024

La protezione solare è fondamentale per preservare la salute della nostra pelle, specialmente durante l’esposizione ai raggi solari. In questo articolo, esploreremo dieci fatti interessanti e forse poco conosciuti sulla protezione solare, fornendo informazioni essenziali per proteggersi efficacemente.

  1. Quantità di crema solare necessaria

Per garantire una protezione efficace, è necessario applicare circa un cucchiaino di crema solare per il viso e il collo, e sei cucchiaini per il resto del corpo. È importante non risparmiare sulla quantità per assicurare una copertura adeguata.

  1. Protezione solare anche quando voli

Anche quando si viaggia in aereo, specialmente vicino al finestrino, è fondamentale applicare la protezione solare. Ogni chilometro di altitudine aumenta l’intensità dei raggi UV del 10-12%, quindi la pelle è più esposta ai danni senza protezione.

  1. Non trascurare queste zone

Alcune zone del corpo sono spesso dimenticate durante l’applicazione della crema solare, tra cui la parte posteriore del collo, i piedi, le tempie e le orecchie. È essenziale coprire queste aree per evitare scottature.

  1. Riapplicazione durante il giorno

È necessario riapplicare la crema solare ogni due ore, soprattutto dopo aver sudato, nuotato o asciugato con l’asciugamano. Questo garantisce una protezione continua contro i raggi UV.

  1. Combinazione di filtri solari fisici e chimici

La protezione solare più efficace combina filtri fisici e chimici, offrendo una protezione completa contro i raggi UVA e UVB. L’aggiunta di antiossidanti come le vitamine E e C può migliorare ulteriormente la protezione della pelle.

  1. Filtri solari e vitamina D

L’uso di protezioni solari non impedisce la produzione di vitamina D. Anche con l’applicazione della crema, la pelle continua a produrre questa vitamina essenziale, soprattutto con un’esposizione moderata al sole.

  1. Indicazioni per l’uso corretto

È importante leggere e seguire le indicazioni sulle confezioni dei prodotti solari. Idealmente, la crema solare dovrebbe essere applicata 20-30 minuti prima dell’esposizione al sole per garantire l’assorbimento adeguato e massimizzare la protezione.

  1. Importanza della riapplicazione frequente

Anche se applicata correttamente all’inizio, la crema solare deve essere riapplicata frequentemente, soprattutto dopo attività come nuoto e sudorazione, per mantenere la sua efficacia e proteggere la pelle da scottature e danni.

Conoscere questi dettagli sulla protezione solare può fare una grande differenza nella protezione della pelle. Per ulteriori consigli personalizzati e per acquistare i migliori prodotti solari, visita la nostra farmacia a Udine est: il nostro staff saprà consigliarti il prodotto più adatto alle tue esigenze ed alle caratteristiche della tua pelle.


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29/Mag/2024

Il mistero della crescita del nostro piccolo gioiello è una delle preoccupazioni principali di ogni neo-genitore. Pesare il neonato è una pratica essenziale per monitorare la sua salute e il suo benessere. Inizialmente, il neonato viene pesato alla nascita, ma è dopo questo momento che inizia il vero monitoraggio. Il calo di peso nelle prime ore è normale, dovuto all’espulsione di liquidi e al passaggio del meconio, il primo materiale fecale del neonato. Questo calo non dovrebbe destare preoccupazioni, poiché il piccolo inizierà a riprendere peso non appena la mamma avrà la montata lattea o inizierà a nutrirsi regolarmente con latte artificiale. Successivamente, il pediatra monitorerà la crescita del neonato attraverso la pesata periodica, di solito una volta alla settimana nei primi tre mesi di vita.

Quanto peso deve prendere un neonato

In media, un neonato guadagna circa 150-200 grammi a settimana nelle prime settimane di vita. Tuttavia, è importante sottolineare che ogni bambino è unico e può avere ritmi di crescita diversi. Pertanto, la valutazione del pediatra è fondamentale per determinare se il peso del bambino è nella norma.

Quando pesare il bambino anche a casa

Se il pediatra lo ritiene necessario, potrebbe consigliare di pesare il bambino a casa, utilizzando una bilancia specifica per neonati. Questo può essere utile se il bambino mostra segni di crescita insufficiente o di perdita di peso. Tuttavia, è importante consultare sempre il pediatra prima di iniziare qualsiasi monitoraggio a casa.

Per pesare i neonati e i bambini durante il primo anno di vita, si utilizzano bilance con una definizione di 10 grammi, il che significa che la bilancia può misurare il peso con un’accuratezza di 10 grammi.

Le bilance utilizzate per pesare i bambini nei primi mesi di vita possono essere di tipo elettronico o a pesi mobili, noti come bilance a bilanciere.

I movimenti naturali del bambino possono causare oscillazioni che rendono inizialmente difficile ottenere un peso preciso. Tuttavia, le bilance a bilanciere sono preferibili poiché offrono maggiore affidabilità. Con l’esperienza, è possibile individuare il peso esatto del bambino nonostante le oscillazioni della barra del bilanciere. Le bilance elettroniche, invece, possono dare letture casuali a causa dei movimenti del bambino.

Nel caso in cui non si disponga di una bilancia specifica per neonati, è possibile pesare un adulto tenendo il bambino in braccio e poi da solo. Il peso del bambino può essere calcolato sottraendo il peso dell’adulto al peso totale registrato.

È fondamentale standardizzare la pesata settimanale riducendo al minimo le variabili. Il bambino dovrebbe essere pesato sulla stessa bilancia, nello stesso giorno e alla stessa ora ogni settimana. È consigliabile pesare il bambino nudo e a stomaco vuoto per ottenere misurazioni più precise. Tuttavia, le emissioni di feci e urine nei bambini possono influenzare leggermente il peso registrato durante la pesata settimanale.

La doppia pesata è utile?

La doppia pesata, una pratica comune nel passato, non è più raccomandata dalla comunità medica. Questo metodo, che coinvolge la pesatura del bambino prima e dopo l’allattamento per valutare la quantità di latte assunto, può essere non solo inutile ma anche dannoso, in quanto può causare ansia alle neo-mamme. La crescita del bambino dipende da molti fattori oltre alla quantità di cibo assunta, quindi è meglio seguire i consigli del pediatra anziché fare la doppia pesata a casa.

Pesare i neonati a casa: che bilancia scegliere

Se il pediatra consiglia di pesare il bambino a casa, è importante utilizzare una bilancia precisa e affidabile specifica per neonati. Scegliete una bilancia con vassoio per contenere il bambino in modo sicuro durante la pesata. Le bilance digitali sono generalmente più precise e consentono di tenere traccia dei dati nel tempo, ma anche le bilance analogiche possono essere una scelta valida. L’importante è assicurarsi che la bilancia sia calibrata correttamente e che sia in grado di fornire risultati accurati. Con il giusto strumento e il monitoraggio regolare del pediatra, potrete seguire la crescita del vostro piccolo con tranquillità e fiducia.

Bambini che stanno in piedi da soli dopo il primo anno di vita

Per i bambini più grandi, che hanno già acquisito l’abilità di stare in piedi da soli, è possibile utilizzare bilance con una definizione di 100 grammi, simili a quelle utilizzate dagli adulti.

Dopo il primo anno di vita, non è necessario pesare frequentemente il bambino. A meno di casi specifici, come episodi di vomito, dissenteria o altre condizioni segnalate dal pediatra, le pesate effettuate durante le visite ambulatoriali saranno sufficienti.

La nostra farmacia ad Udine est, attraverso il suo servizio di noleggio di dispositivi medici mette anche a disposizione bilance per la pesa dei bambini. Chiamaci o passa in negozio per verificare la disponibilità.

 


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14/Mag/2024

L’elettrocardiogramma a riposo (ECG) è un potente strumento diagnostico che fornisce preziose informazioni sulla salute del cuore. Questo esame strumentale, effettuato utilizzando un’apparecchiatura specializzata chiamata elettrocardiografo, registra e analizza l’attività elettrica del cuore durante il suo normale funzionamento. Ma cosa implica esattamente l’esecuzione di un ECG? E quali sono le differenze significative tra un ECG a riposo e uno eseguito durante uno sforzo fisico? Scopriamolo insieme in questo articolo dettagliato che esplorerà l’importanza di questo test cardiologico, i suoi dettagli pratici e le implicazioni cliniche fondamentali. Se sei interessato a preservare la tua salute cardiaca, questo articolo è ciò di cui hai bisogno.

Cos’è l’elettrocardiogramma a riposo?

L’elettrocardiogramma a riposo, o ECG, è un esame strumentale e diagnostico che monitora l’attività elettrica del cuore durante il suo funzionamento. Richiede un’apparecchiatura specializzata, l’elettrocardiografo, per registrare e riportare graficamente il ritmo cardiaco. È fondamentale per lo screening di varie patologie cardiovascolari, tra cui infarto miocardico, aritmie, cardiomiopatie, malattie miocardiche e neuromuscolari, embolia polmonare e squilibri metabolici. Il test può essere prescritto da diversi specialisti, inclusi medici di famiglia, cardiologi, medici sportivi e altri professionisti medici che ritengono necessario un approfondimento specifico.

Come si fa l’ECG a riposo

Nei trenta minuti precedenti l’esecuzione dell’ECG, è consigliabile evitare cibo, fumo e attività fisica intensa. L’esame dura pochi minuti, e il paziente è disteso su un lettino, con elettrodi posizionati su varie parti del corpo (circa 12 o 15 elettrodi). Questi elettrodi, collegati all’elettrocardiografo, registrano gli impulsi cardiaci, generando un tracciato visivo del cuore. Durante l’esame, una pasta di gel viene spalmata sulla pelle per migliorare la conduzione elettrica. L’ECG “fotografa” la situazione cardiaca al momento dell’esame. Per rilevare alterazioni sporadiche, si consiglia un Holter cardiaco; per valutare le reazioni all’esercizio, un ECG da sforzo.

Differenza tra ECG a riposo e sotto sforzo

La differenza tra un ECG a riposo e uno eseguito durante uno sforzo fisico programmato è di grande importanza clinica. Un ECG normale a riposo non esclude la presenza di una cardiopatia sottostante, soprattutto coronarica. Durante lo sforzo fisico, possono emergere alterazioni elettrocardiografiche e sintomi aritmici non rilevabili a riposo. Aumentando lo sforzo, si può verificare una condizione di sofferenza ischemica transitoria del muscolo cardiaco. Un’ischemia diagnosticata richiede una valutazione cardiologica completa. Tuttavia, il test da sforzo non dovrebbe essere prescritto indiscriminatamente, ma valutato attentamente dal medico curante.

Scopri di più sulla tua salute cardiaca con un ECG a riposo presso la nostra farmacia. Prenota ora per una valutazione semplice ma accurata o visita la nostra pagina Esami ed analisi in farmacia per maggiori informazioni.

 


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24/Apr/2024

L’emoglobina glicata è un indicatore chiave per il monitoraggio del controllo glicemico a lungo termine nelle persone con diabete. Questo articolo vi illustrerà l’importanza dell’emoglobina glicata, spiegando cos’è, perché è cruciale misurarla, come avviene la misurazione, quali sono i valori normali e come interpretare i risultati. Un’informazione completa per chiunque sia interessato a comprendere meglio questo parametro essenziale per la gestione del diabete.

Che cos’è l’emoglobina glicata

L’emoglobina glicata, anche nota come HbA1c, è una forma di emoglobina alla quale è legato il glucosio. Questo legame riflette la media dei livelli di glucosio nel sangue (glicemia) negli ultimi 2-3 mesi, fornendo una visione d’insieme più accurata del controllo della glicemia rispetto alle misurazioni giornaliere del glucosio.

Perché è importante e perché misurarla

Misurare l’emoglobina glicata è fondamentale per le persone con diabete o per chi è a rischio di svilupparlo. Permette ai medici di valutare l’efficacia della terapia in atto, di adeguare il trattamento se necessario e di prevenire complicanze a lungo termine legate al diabete, come danni ai nervi, ai reni, agli occhi e al sistema cardiovascolare.

Come si misura l’emoglobina glicata

La misurazione dell’HbA1c avviene tramite un semplice esame del sangue, che può essere effettuato in un laboratorio di analisi o in alcune farmacie dotate di appositi strumenti. Non è necessario essere a digiuno prima del prelievo, rendendo l’esame più comodo rispetto ad altri test di monitoraggio della glicemia.

Quali sono i valori normali

Generalmente, per una persona senza diabete, i valori normali di HbA1c si attestano al di sotto del 5,7%.

Emoglobina glicata valori alti: cause

Valori di HbA1c superiori al 6,5% su due test separati indicano generalmente la presenza di diabete. Valori elevati possono essere dovuti a un controllo inadeguato della glicemia, a una dieta non equilibrata, alla mancanza di esercizio fisico, o alla necessità di aggiustare la terapia farmacologica.

Emoglobina glicata valori bassi: cause

Valori di HbA1c inferiori al normale possono indicare un rischio di ipoglicemia, soprattutto in persone con diabete. Possono essere il risultato di un trattamento farmacologico troppo aggressivo o di una dieta eccessivamente restrittiva.

Interpretazione dei risultati del test

L’interpretazione dei risultati dell’HbA1c deve essere sempre effettuata da un medico, che può considerare il contesto clinico globale del paziente. I valori di HbA1c devono essere usati insieme ad altri esami e informazioni cliniche per valutare il controllo del diabete e pianificare il miglior trattamento possibile.

L’emoglobina glicata è un parametro essenziale per chi vive con il diabete o ne è a rischio, offrendo una panoramica affidabile del controllo della glicemia a lungo termine. Capire l’importanza di questo valore e come viene misurato è il primo passo per una gestione efficace del diabete e per mantenere una qualità di vita elevata. La vostra farmacia locale è qui per supportarvi con informazioni, consigli e servizi per il monitoraggio della vostra salute.

L’analisti dell’emoglobila glicata è solo uno degli esami del sangue in Farmacia che puoi effettuare presso la Farmacia Beivars. Contattaci per informazioni e prenotazioni.


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11/Apr/2024

La ritenzione idrica, un fastidio comune ma spesso mal interpretato, riguarda numerosi individui preoccupati per il proprio benessere e aspetto fisico. In questo articolo, indagheremo cosa sia realmente la ritenzione idrica, le sue cause, la distinzione con la cellulite, e come un corretto stile di vita, l’uso di specifici cosmetici e l’integrazione alimentare possano essere alleati preziosi per contrastarla. Scopriremo insieme come, attraverso la conoscenza e la scelta accurata di prodotti e abitudini, sia possibile mitigare questo disturbo, migliorando la qualità della vita e l’aspetto della pelle.

Che cosa si intende per ritenzione idrica

La ritenzione idrica, o edema, è una condizione che si verifica quando si accumula un’eccessiva quantità di liquidi nei tessuti del corpo, soprattutto nelle gambe, nelle braccia e nell’addome. Questo fenomeno può causare gonfiore, senso di pesantezza e fastidio. Nonostante sia spesso temporanea e legata a specifici periodi della vita o abitudini, può anche essere indicativa di condizioni mediche sottostanti che richiedono attenzione.

Cause della ritenzione idrica

Le cause della ritenzione idrica sono molteplici e variano da fattori dietetici, come l’assunzione eccessiva di sale, a condizioni mediche, inclusi problemi renali, cardiaci e circolatori. Anche fattori come lo stress, sedentarietà e squilibri ormonali durante il ciclo mestruale o la gravidanza possono contribuire. È fondamentale riconoscere le cause scatenanti per poter adottare le strategie più efficaci nella gestione del disturbo.

Differenza tra ritenzione idrica e cellulite

La ritenzione idrica e la cellulite sono spesso confuse, ma rappresentano condizioni diverse. La cellulite, caratterizzata da un aspetto a buccia d’arancia della pelle, è dovuta a una modificazione del tessuto adiposo sotto la superficie cutanea. La ritenzione idrica, invece, è l’accumulo di liquidi nei tessuti. Sebbene possano manifestarsi insieme, richiedono approcci differenti per il loro trattamento.

Best practice e lifestyle per combattere la ritenzione idrica

La gestione della ritenzione idrica passa innanzitutto attraverso la modifica dello stile di vita. Incrementare l’attività fisica, mantenere una dieta equilibrata povera di sale ma ricca di alimenti con proprietà diuretiche (come ananas, cetriolo e prezzemolo), assicurare un adeguato apporto di liquidi e ridurre il consumo di alcol e caffeina sono passi fondamentali. Anche pratiche come il drenaggio linfatico manuale e l’uso di calze a compressione graduata possono offrire sollievo.

Quali cosmetici utilizzare in caso di ritenzione idrica

Nella lotta alla ritenzione idrica, determinati cosmetici possono giocare un ruolo chiave. Prodotti topici con ingredienti attivi come caffeina, rusco, escina, e mentolo sono noti per le loro proprietà drenanti e tonificanti. L’uso regolare di creme e gel, attraverso un massaggio che segue la direzione del flusso linfatico, può favorire la riduzione del gonfiore e migliorare l’aspetto della pelle. È importante scegliere prodotti di qualità, possibilmente consigliati da un farmacista o un dermatologo, per assicurare la massima efficacia e sicurezza.

I migliori rimedi fitoterapici contro la ritenzione idrica

La ritenzione idrica è un problema comune che può essere causato da una varietà di fattori, tra cui la dieta, lo stile di vita, o condizioni mediche sottostanti. Fortunatamente, esistono numerosi rimedi fitoterapici che possono aiutare a gestire e a ridurre la ritenzione idrica, favorendo il benessere generale. Ecco alcuni dei più efficaci:

  1. Tarassaco

Il tarassaco è noto per le sue proprietà diuretiche, che aiutano a promuovere l’eliminazione dell’acqua in eccesso attraverso i reni. Questa pianta stimola anche la funzione epatica, supportando la disintossicazione e l’eliminazione delle tossine.

  1. Ortica

L’ortica è un altro rimedio naturale con forti proprietà diuretiche. Può aiutare a ridurre la ritenzione idrica e a pulire il sangue, grazie anche al suo contenuto di minerali essenziali che compensano gli eventuali squilibri elettrolitici causati dall’aumento della diuresi.

  1. Prezzemolo

Comunemente usato come erba culinaria, il prezzemolo possiede anche proprietà diuretiche che possono aiutare a combattere la ritenzione idrica. Il suo consumo favorisce l’eliminazione dell’acqua in eccesso, mantenendo allo stesso tempo l’equilibrio dei minerali nel corpo.

  1. Tè verde

Il tè verde è noto per il suo alto contenuto di antiossidanti e per le sue proprietà diuretiche. Può aiutare a migliorare il metabolismo e la diuresi, contribuendo alla riduzione della ritenzione idrica e alla perdita di peso.

  1. Carciofo

Il carciofo supporta la salute del fegato e stimola la produzione di bile, aiutando a ridurre la ritenzione idrica migliorando la digestione e la funzione renale. Questo effetto diuretico naturale può essere particolarmente utile per chi soffre di gonfiore addominale e ritenzione idrica.

  1. Centella asiatica

La centella asiatica è utilizzata per migliorare la circolazione sanguigna e rinforzare i vasi sanguigni, riducendo così la ritenzione idrica e migliorando il tono e l’elasticità della pelle. È spesso raccomandata per contrastare la cellulite, che è frequentemente associata alla ritenzione idrica.

Consigli per l’uso

Sebbene questi rimedi fitoterapici siano generalmente considerati sicuri, è importante ricordare che possono interagire con alcuni farmaci e condizioni mediche. Pertanto, è consigliabile consultare un professionista della salute prima di iniziare qualsiasi nuovo trattamento, soprattutto se si stanno assumendo farmaci o si soffre di condizioni mediche preesistenti.

Presso la nostra farmacia a Udine in via Bariglaria potrai trovare i migliori rimedi contro ritenzione idrica e cellulite. Integrazione, rimedi fitoterapici e cosmetici: il nostro staff saprà consigliarti al meglio secondo le tue esigenze. Vieni a trovarci!


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28/Mar/2024

Il profilo lipidico, noto anche come lipid panel o lipid profile in inglese, è un esame di laboratorio eseguito su sangue di routine per misurare i livelli di lipidi circolanti. Queste valutazioni sono fondamentali per i medici nel valutare il rischio di malattie cardiovascolari, diagnosticarle e gestirle. Solitamente, il pannello lipidico comprende le seguenti misurazioni:

  • Colesterolo totale
  • Colesterolo HDL
  • Colesterolo LDL
  • Trigliceridi

Colesterolo e Trigliceridi

I lipidi rappresentano una delle principali classi di macromolecole biologiche, insieme alle proteine, agli acidi nucleici e ai carboidrati. Nel sangue vengono misurati principalmente i trigliceridi e il colesterolo.

I trigliceridi, essendo una riserva energetica efficace, vengono immagazzinati nel tessuto adiposo o distribuiti ai muscoli scheletrici.

Il colesterolo è essenziale per numerose funzioni fisiologiche, come costituente strutturale delle membrane cellulari, precursore di vitamine e ormoni steroidei e componente dei sali biliari per facilitare l’assorbimento di vitamine liposolubili.

 Lipidi nel Sangue: Lipoproteine

Poiché trigliceridi e colesterolo non sono solubili in acqua, devono essere trasportati nel sangue mediante lipoproteine, le quali si organizzano in cinque categorie in base al peso specifico:

  • Chilomicroni
  • Very low density lipoproteins (VLDL)
  • Low density lipoproteins (LDL)
  • Intermediate density lipoproteins (IDL)
  • High density lipoproteins (HDL)

 

Durante il profilo lipidico, ciò che viene misurato è la quantità di colesterolo e trigliceridi presenti in queste lipoproteine.

I chilomicroni svolgono un ruolo nell’assorbimento e nella distribuzione dei grassi alimentari, quindi non sono presenti nel sangue dopo un digiuno di 12 ore.

Procedure dell’Esame del Profilo Lipidico

Per ottenere risultati accurati, è importante che il paziente segua una dieta stabile per almeno tre settimane prima dell’analisi e digiuni per 9-12 ore prima del prelievo.

Il sangue venoso viene prelevato e raccolto in contenitori appositi. Successivamente, il campione viene centrifugato per separare il siero o il plasma (a seconda della necessità) dalle cellule del sangue per le misurazioni.

Risultati del Profilo Lipidico

L’analisi del profilo lipidico riporta (come abbiamo visto sopra) quattro parametri principali:

– Colesterolo totale

– Colesterolo HDL

– Colesterolo LDL

– Trigliceridi

L’interpretazione dei risultati tiene conto dei valori di riferimento specifici del laboratorio, ma in generale, si considera ottimale un colesterolo totale inferiore a 200 mg/dL, HDL superiore a 50 mg/dL, LDL inferiore a 100 mg/dL e trigliceridi inferiori a 150 mg/dL.

Colesterolo “Buono” e “Cattivo”

Un alto livello di colesterolo LDL è associato a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, mentre un alto livello di colesterolo HDL è correlato a un minor rischio. Pertanto, il colesterolo LDL è spesso chiamato “cattivo”, mentre l’HDL è definito “buono”.

In sintesi l’analisi del profilo lipidico fornisce al medico importanti indicatori di rischio cardiovascolare, contribuendo a una migliore gestione delle condizioni del paziente. Con il progresso della tecnologia, tali esami diventeranno sempre più precisi e informativi, consentendo una predizione più accurata dei rischi cardiovascolari.

In Farmacia

Presso la nostra farmacia tale esame avviene attraverso prelievo capillare dal dito di una mano, poche gocce e i risultati si hanno in 6 minuti a soli 15,50 €

Siamo disponibili tutte le mattine dal lunedì al sabato, chiamaci al numero 0432565330 oppure 3485490011 per permetterci di accoglierti e seguirti al meglio!


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15/Mar/2024

Con l’avvento della primavera, è comune sentirsi improvvisamente stanchi e privi di energia, come recita il vecchio detto “Aprile dolce dormire”. Non sorprenderti, quindi, se ti trovi in questa condizione, poiché è più diffusa di quanto tu possa pensare. Si stima che oltre 2 milioni di italiani soffrano di stanchezza primaverile, portando con sé diversi disagi. Vediamo quindi come questo fastidioso malessere si manifesta, le sue cause e come affrontarlo per godere appieno dell’arrivo della bella stagione.

Sintomi della stanchezza primaverile

Con l’avvicinarsi della primavera, molti lamentano sintomi come sonnolenza, debolezza, mal di testa, inappetenza, irritabilità, mancanza di concentrazione e stanchezza fisica e mentale. Questi sintomi possono ostacolare il piacere di questo periodo dell’anno, caratterizzato dalle temperature più miti e dalle giornate più lunghe. Tale affaticamento influisce sulla routine quotidiana, sul lavoro, sugli studi e sulle relazioni personali. La durata della stanchezza primaverile varia da individuo a individuo: in alcuni casi dura solo pochi giorni, mentre in altri può protrarsi per diverse settimane. Nel caso in cui persista o peggiori, è consigliabile consultare un medico per indagarne le cause, spesso riconducibili a carenze nutrizionali o infezioni latenti.

Cause della stanchezza primaverile

Nonostante l’aumento delle ore di luce e le temperature più gradevoli, il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile può risultare destabilizzante per l’organismo. Lo sbalzo termico e il cambiamento dell’orario solare possono influenzare il corpo, soprattutto se si è condotto uno stile di vita sedentario. Studenti e lavoratori d’ufficio sono spesso più suscettibili a questo disturbo stagionale. Inoltre, eventuali infezioni contratte durante i mesi precedenti possono contribuire all’affaticamento. L’inquinamento atmosferico invernale può abbassare le difese immunitarie, aumentando la predisposizione ad allergie e malanni stagionali. Questi fattori contribuiscono alla stanchezza primaverile.

Come affrontare la stanchezza primaverile: rimedi consigliati

Il primo passo per contrastare la stanchezza primaverile è curare l’alimentazione e dedicarsi a un po’ di attività fisica. È importante consumare frutta e verdura fresca di stagione, cereali integrali e legumi. Alcuni alimenti consigliati includono fragole, asparagi, fagiolini, verdure a foglia verde, fave, piselli, carciofi, frutta secca e semi oleosi, e cacao amaro. È fondamentale ridurre il consumo di caffeina, alcol, grassi saturi, carboidrati e zuccheri raffinati. Assicurati di mantenere un’adeguata idratazione, bevendo almeno 2 litri d’acqua al giorno e evitando bevande zuccherate e industriali. Le centrifughe ed estratti di frutta e verdura possono essere una buona alternativa.

Oltre a una dieta equilibrata, ci sono rimedi naturali per combattere la stanchezza primaverile, come tisane a base di rodiola, ribes nero, fieno greco, ginseng, rosmarino, ortica ed equiseto. L’alga spirulina, ricca di proteine, vitamine e sali minerali, può essere un valido integratore. Gli integratori a base di vitamina C, magnesio e potassio possono aiutare contro la stanchezza primaverile, soprattutto per chi pratica attività sportiva.

Lo sport è un ottimo modo per prevenire e contrastare la spossatezza e i cali di energia. L’esposizione al sole durante l’attività fisica può contribuire all’aumento dei livelli di vitamina D. Cerca di mantenere una routine quotidiana sana, dedicando del tempo alla meditazione, all’attività aerobica e al riposo notturno di almeno 8 ore.

Affrontare la stanchezza primaverile richiede un approccio olistico che comprenda una dieta equilibrata, l’esercizio fisico regolare, il riposo adeguato e l’assunzione di rimedi naturali, se necessario.


13/Mar/2024

Tornano le giornate dedicate alla bellezza in Farmacia con la nostra esperta di Cosmesi: 30 minuti insieme per fare domane, imparare e… per concedersi una coccola! SOLO per quel giorno SCONTO 20% su TUTTO TRUCCO BIONIKE!

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22/Feb/2024

Con l’arrivo della primavera, le giornate più lunghe e il risveglio della natura portano con sé anche l’aumento dei pollini nell’aria, scatenando fastidiosi sintomi allergici. Presso la nostra farmacia, comprendiamo l’importanza di affrontare con consapevolezza questa stagione e fornire consigli pratici per resistere alle allergie primaverili.

Consigli per evitare le allergie primaverili

Consultazione specializzata: in caso di sintomi allergici, è fondamentale consultare uno specialista per individuare gli allergeni responsabili e stabilire le misure terapeutiche più adatte. Evitate l’autodiagnosi e affidatevi a professionisti per una gestione efficace.

Calendario dei pollini: monitorare regolarmente il calendario dei pollini e le informazioni sugli allergeni della propria zona di residenza. La fioritura di piante allergeniche non si limita alla primavera, e una conoscenza dettagliata può aiutare a prevenire gli attacchi allergici.

Manutenzione degli impianti: mantenere filtri e condotti di aeratori, condizionatori e umidificatori puliti è essenziale per garantire un corretto funzionamento degli impianti e ridurre il rischio di problemi alle vie respiratorie.

Evitare il fumo: il fumo di sigaretta, sia attivo che passivo, può predisporre alle allergie. Evitare l’esposizione al fumo contribuirà a preservare la salute delle vie respiratorie.

Limitare permanenza all’aperto: ridurre il tempo trascorso all’aperto durante la stagione dei pollini, specialmente nelle giornate secche e ventose, può minimizzare l’esposizione agli allergeni.

Attenzione agli alimenti: alcuni alimenti possono provocare reazioni crociate con gli allergeni, intensificando le crisi allergiche. Prestare attenzione a ortaggi e frutti correlati alle specifiche allergie è fondamentale.

Regole aggiuntive per affrontare le allergie primaverili:

  1. Calendario settimanale dei pollini: verificare ogni settimana il calendario dei pollini su www.Pollinieallergia.Net per conoscere la concentrazione degli allergeni nelle diverse aree geografiche.
  2. Allergie crociate: essere consapevoli delle allergie crociate, poiché possono essere strettamente legate alle allergie ai pollini. Identificare potenziali allergie crociate può contribuire a una gestione più efficace.
  3. Acari e allergie: utilizzare coprimaterasso e copricuscino certificati come “Dispositivo medico ce” per ridurre l’esposizione agli acari, particolarmente presenti nel letto.
  4. Ambiente senza allergeni: eliminare tendaggi, peluche, tappeti e altri oggetti che favoriscono la presenza di allergeni nelle stanze da letto.
  5. Igiene personale: fare la doccia e lavare I capelli quotidianamente per rimuovere I granuli pollinici che possono depositarsi sui capelli durante le attività all’aperto.
  6. Evitare il contatto con allergeni: rimanere in casa durante giornate secche e ventose per ridurre l’esposizione ai pollini. Chiudere le finestre e utilizzare l’aria condizionata quando necessario.
  7. Controllo dei filtri: verificare regolarmente le condizioni dei filtri dei condizionatori per ridurre la presenza di allergeni negli ambienti chiusi.
  8. Protezione degli occhi: indossare occhiali da sole per proteggere gli occhi dalle radiazioni ultraviolette e dai pollini presenti nell’aria, specialmente durante le giornate a rischio.

Con questi consigli, speriamo di contribuire a rendere la primavera un periodo più piacevole e privo di fastidiosi sintomi allergici per tutti I nostri clienti. La salute delle vie respiratorie è preziosa, e noi siamo qui per fornire il supporto necessario.

Presso la Farmacia Beivars in Via Bariglaria 230 le nostre farmaciste ti sapranno consigliare sui migliori farmaci e rimedi fitoterapici per alleviare e contrastare i sintomi delle allergie stagionali più fastidiose.


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